Fare e-commerce nel 2021

Il futuro lavorativo nell’epoca post Covid è targato e-commerce. Innovativo, non saturo e con una prospettiva a lungo termine, l’e-commerce è sul podio delle scelte lavorative degli ultimi anni. Avere la possibilità di scelta nel 2021 è cosa rara; questo perché con l’avvento della digitalizzazione tutto quello che era per pochi è diventato alla conoscenza di tutti.

Nonostante la rivoluzione digitale abbia preso piede nei lontani anni Cinquanta, solo dal 2002 l’umanità fu capace di immagazzinare una maggiore quantità di informazione in una forma digitale, piuttosto che analogica. Da quel momento iniziò l’Era Digitale. Ad essere padrone indiscusso di questa era è INTERNET senza il quale ormai ci si sente fuori dal Mondo e grazie al quale oggi si può parlare di commercio online o semplicemente e-commerce. I primi siti che permettono l’acquisto in rete nascono nel 1995, lo stesso anno in cui Jeff Bezos nel suo garage di Seattle spedisce il primo libro venduto su Amazon.com e che in soli 30 giorni dalla sua nascita viene definita “la libreria più grande al mondo”. Nello stesso anno, poco dopo, nasce eBay considerato il portale che rivoluzionò il modo di fare e-commerce. A queste si affianca, negli anni 90’, un’altra azienda, PayPal simbolo cardine dello sviluppo delle e-commerce. Ad essere portatori di questo filone nell’era Digitale non potevano che essere gli smartphone e i social network. Nel 2015 si inizia a diffondere il Mobile Commerce (anche conosciuto come M-Commerce), grazie a Google che introduce un algoritmo che influisce sulla diffusione dell’e-commerce, poiché dava netta preferenza ai siti adatti alla navigazione da mobile. E’ da questo momento chi si parla di Boom dell’e-commerce.

 

Sviluppare un e-commerce

Il primo punto da cui partire per sviluppare un sito e-commerce è la definizione dell’obiettivo. Differenti sono le tipologie di transazioni che vengono prese in considerazione: B2B; B2C; C2C; C2B. Nel primo caso il sito è improntato sugli scambi fra aziende; nel secondo è l’azienda che vende prodotti ai consumatori; il C2C ha come figure principali i consumatori che, invece, scambiano prodotti. Un classico esempio di transazione C2C  è il sito di aste Online, in questo caso vi è un terzo che è, di solito, colui il quale offre la piattaforma ove avvengono gli scambi. Rara è la tipologia di sito C2B, viene così inteso in quanto è il consumatore a mettere a disposizione i propri prodotti per le varie aziende. In un’ottica pratica, l’autore proprietario del blog o sito internet offre nei suoi contenuti il link che rimanda ai prodotti di quella determinata azienda. Nella fase successiva, dopo aver ben inquadrato su quale tipologia di transazione improntare il proprio e-commerce e quindi quali prodotti vendere, si concentra l’attenzione sulla Conversion Rate, ossia, l’attività del visitatore che acquista sul sito durante la visita. Per quanto sia importante far conoscere il proprio sito e implementare le visite, spesso è solo l’1% di queste a tradursi in un acquisto. L’obiettivo è costruire un’esperienza utente online e offline che non trascuri nessun canale e che sia interessante per il pubblico. La metrica chiave per valutare un e-commerce e calcolare il costo di acquisizione di un utente è il customer life value. Questo si sostanzia nel profitto che in un determinato arco di tempo l’utente è in grado di generare attraverso acquisti multipli. Il costo di relation, nel caso di utenti fidelizzati, ossia, un costo di mantenimento del cliente, è sensibilmente inferiore. Per tale motivo è importante e critico fidelizzare il cliente in modo da creare un legame forte e rendere più semplici gli interventi di implementazione o di risoluzione di mancanze o errori.

 

Marketing Plan

 

Per creare un e-commerce nel 2021 non è fondamentale possedere una particolare preparazione tecnica come, ad esempio, la conoscenza del linguaggio html. Negli anni sono stati sviluppati dei software che permettono di compensare le mancanze dell’ideatore dal punto di vista tecnico, sostituendo la necessità di scrivere in codice con la modifica grafica per blocchi. Alla base della creazione del sito vi è lo sviluppo di una buona strategia di Marketing. Necessaria è la costruzione di un funnel del marketing, captando, pertanto, quali siano le fasi di attrazione dell’utente alla piattaforma che lo porteranno a svolgere quelle determinate azioni. Lo studio del creatore dell’e-commerce deve essere rivolto ai bisogni dei consumatori, permettendo così, in una fase successiva, l’incremento delle visite ma soprattutto delle vendite. A tal proposito, viene sviluppata inizialmente la fase di awareness o fase di generazione di interesse nell’utente. L’essenziale è, in questa fase, individuare dove l’utente si trova, di solito sui vari social network, e raccontare l’azienda. Le inserzioni pubblicitarie che spesso ci accompagnano sui vari siti web sono esempi pratici di chi vuole portare a conoscenza la propria azienda. Prodotto cardine della strategia per un e-commerce sarà, pertanto, l’audience attraverso cui nasceranno i primi visitatori della pagina. E’ attraverso la metrica del CTR (click-through rate) che viene individuato il passaggio da fase di Pubblicità a visitatore della pagina, attraverso un rapporto che indica la frequenza con cui gli utenti che visualizzano il tuo annuncio lo selezionano (attraverso il click).

Pro & Contro

 

Aprire un e-commerce nel 2021 è vantaggioso sotto innumerevoli punti di vista. In un’ottica da compratore è, sostanzialmente, un negozio che rimane aperto 24 ore al giorno e che permette di acquistare comodamente da casa. In un’ottica aziendale l’e-commerce permette costi operativi significativamente inferiori rispetto ai negozi fisici. Infatti, se l’azienda vende solo online, non sarà necessario disporre di un luogo fisico dove vendere, quindi niente affitto o acquisto di immobili, nessun personale da assumere e pagare, e pochi costi operativi fissi. I commercianti online possono raccogliere un’incredibile quantità di dati inerenti ai visitatori e acquirenti sul proprio sito, in modo da migliorare le proprie strategie e soprattutto innovare e migliorare, restando sempre sulla cresta dell’onda in termini di concorso aziendale. Ma, d’altro canto, esiste anche un’altra faccia della medaglia. Aprire un e-commerce non permette l’interazione fisica fra venditore e compratore, nonostante possa essere di poco valore, in realtà è essenziale trasmettere al consumatore l’affidabilità del proprio sito e anche la qualità dei propri prodotti. Anche in termini di pagamenti esistono diffidenze, come la paura di essere vittime di truffe. In realtà, per risolvere queste problematiche è ormai possibile rimediare attraverso le recensioni dei clienti, attraverso delle schede prodotto che permettono di avere una visione dello stesso sotto ogni punto di vista. Anche la legge viene in soccorso del cliente e del venditore attraverso obblighi da rispettare in materia di contrattazione legale, il diritto al recesso o ad esempio i termini per il trattamento dei dati dei clienti. In presenza di controversie legali sarà la piattaforma di risoluzione delle controversie (ODR) predisposta dalla Commissione Europea a trattare le problematiche riscontrate negli acquisti da parte dei consumatori.

Perché scegliere l’e-commerce?

Se ancora non si è convinti al 100%, a confermare i vantaggi di un e-commerce sono i dati dell’Osservatorio B2C del Politecnico di Milano. E’ stato stimato che nel 2020 gli acquisti online di prodotto dei consumatori italiani ha avuto un valore di 22,7 miliardi di euro con una crescita annua del +26%, 4,7 miliardi in più rispetto al 2019. Oggi scegliere l’e-commerce è innovazione ed efficacia ma, può rivelarsi, anche una scelta troppo avventata. Aprire un’azienda online viene, spesso, idealizzata come un hobby da perseguire part-time con lo scopo di guadagnare senza tener conto della matematica, della concorrenza e della scelta del Business Plan da adottare. Anche pensare al commercio digitale solo come Marketplace, in cui il provider del sito fornisce il servizio ma la vendita è effettuata dal singolo utente della piattaforma, è sbagliato. Per e-commerce si intendono anche le Boutique; sono quei grandi magazzini dove a vendere sono più brand o un solo brand sulla piattaforma. La scelta fra le due tipologie di e-commerce, pertanto, varia a seconda dell’obiettivo: se l’idea è improntata sulla promozione della propria azienda basterà un semplice sito vetrina, una sorta di brochure online ma più definita; se invece, l’obiettivo è crescere, farsi conoscere e soprattutto vendere, la strategia più idonea è unicamente l’e-commerce. 

Se aprire un e-commerce non è un’assicurazione sulla vita, è sicuramente un’assicurazione sul proprio presente economico. L’e-commerce permette di essere produttori di un’innovazione in un mercato, ancora per poco, non saturo che permette di poter scegliere qualcosa di mai visto che attiri l’attenzione. Come afferma Jeff Bezos: “Uno dei pochi modi per uscire da una scatola stretta è inventare la tua via d’uscita nuova”.

Francesca Polizza, Associato HR

Francesca Polizza, Associato HR