Digitalizzazione, processo o filosofia?

La digitalizzazione viene definita come il processo di conversione di quantità analogiche in informazioni digitali, quindi la trasformazione di una grandezza continua in una discreta. Alcune realtà aziendali e sociali, erroneamente, considerano la digitalizzazione come la semplice trasformazione dei documenti cartacei in file da salvare su un dispositivo o la connessione degli individui in Internet. Obbiettivi che, sì rientrano nella modernizzazione di un’impresa o di uno Stato ma che, presi singolarmente, non spiegano in sé il fenomeno nel complesso. 

"Una realtà aziendale, o una comunità, che intende evolversi in senso digitale deve adoperare un cambio di paradigma, un cambio di visione."

Una trasformazione, quindi, sia nella scelta degli strumenti con cui l’azienda/comunità opera, sia nella scelta delle competenze da valorizzare e, specialmente, nella gestione organizzativa e operativa interna in senso stretto nel caso aziendale.  Urs Frey, membro della direzione dell’Istituto svizzero per le piccole e medie imprese, nonché docente e ricercatore nel settore della gestione strategica delle piccole e medie imprese familiari, in un documento pubblicato il 2016 da PostFinance afferma che: “la digitalizzazione è più che altro una filosofia aziendale (sociale N.d.A.) o una comprensione di base di modelli di business, strategia e orientamento al futuro, basati sull’utilizzo delle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Essa consente di scambiare dati in modo semplice con fornitori e partner di distribuzione, come pure di coinvolgere i clienti della fornitura della prestazione. Le catene di creazione del valore con i fornitori, produttori e commercianti diventano reti di creazione del valore, organizzati non in modo lineare bensì in rete”.

Fin qui ci siamo attenuti a spiegare in linea molto generale e semplificata il concetto di digitalizzazione, ma, nel concreto, cosa cambia in azienda con la digitalizzazione? E come può essere attuata l’innovazione mediante essa?

In primis, viene a configurarsi una modifica delle forme di lavoro, sempre Frey afferma che “la digitalizzazione modifica i processi. Ad esempio, grazie ad una piattaforma di comunicazione elettronica (si veda il grande utilizzo delle piattaforme durante la crisi che stiamo vivendo N.d.A.), il piccolo imprenditore e il collaboratore del servizio esterno possono prendere decisioni insieme”. In secondo luogo, la modifica in senso positivo e automatico dei processi aziendali, per rimanere sempre in tema di piccole imprese possiamo pensare all’automatizzazione di alcune fasi fondamentali dell’agricoltura, come l’irrigazione automatizzata o il controllo delle temperature nelle serre. Infine, la possibilità di modificare modello di business, si prenda ad esempio case editrici che scelgono di puntare su audiolibri o formati elettronici di consultazione.

Per attuare innovazioni aziendali tramite la digitalizzazione vi sono tre vie principali: realizzare l’innovazione in azienda, all’esterno di un’azienda o in un’organizzazione indipendente. Sempre facendo riferimento al documento di PostFinance, possiamo osservare questa immagine per avere un’idea più chiara di quello che si intende per “vie principali”:

Dopo aver esposto in grandi linee cosa cambia per un’azienda e che strade esistono per attuare dei processi di digitalizzazione è utile chiedersi: perché digitalizzare? Inoltre, se si vuole digitalizzare un’azienda, che approccio utilizzare? Joël Luc Cachelin, manager di Wissensfabrik (fabbrica della conoscenza), un think thank per la trasformazione digitale dell’economia e della società, risponde ai due quesiti in questi termini: “internet e le tecnologie che ci gravitano attorno si insinuano sempre più in profondità nella nostra quotidianità e sempre più apparecchi spingeranno in questa direzione, nessun’azienda (individuo N.d.A.) verrà risparmiata dalle conseguenze della digitalizzazione. Per valutare il passaggio allo spazio digitale e riflettere su come sfruttare la triplice interconnessione, un’impresa necessita di una strategia di digitalizzazione. Quest’ultima descrive le modalità con cui un’azienda intende utilizzare la digitalizzazione nonché gli ambiti in cui desidera rinunciarvi. Per sviluppare una strategia l’azienda deve adottare una prospettiva outside-in e una inside-out”. Comprendiamo nello specifico cosa intende Cachelin per outside-in e inside-out.

Outside-in: la prospettiva outside-in è quell’approccio che intende mettere al centro il cliente. Quindi, riferendoci alla digitalizzazione, sarà quell’approccio che tenterà di semplificare e migliorare la vita dei customers; ma anche quello di soddisfare in maniera innovativa i nuovi desideri e bisogni degli individui tipici dell’era moderna.

Inside-out: questo tipo di approccio invece, è guidato dall’idea che le capacità e le forze interne ad una realtà aziendale siano le caratteristiche che permettano di battere i competitor. Quindi, nel caso venisse scelto questo approccio, ciò significherebbe utilizzare la digitalizzazione per migliorare la collaborazione aziendale e le pratiche interne ad essa.

È utile a questo punto osservare un grafico che espone la situazione degli Stati membri dell’Unione Europa in termini di digitalizzazioni tramite il c.d. indice DESI (Indice di digitalizzazione dell’economia e della società) al 2020:

Come possiamo notare, l’Italia è uno dei Paesi meno virtuosi sotto questo punto di vista. Sarebbe utile, a questo punto della storia dell’umanità, provvedere a migliorare il sistema italiano in generale, visti anche l’importante bacino di fondi che arriveranno grazie all’accordo europeo denominato Recovery Fund, che comprende una somma per l’implementazione di pratiche atte a modernizzare la società e l’economia tramite il digitale, migliorando così l’efficacia e, soprattutto, l’efficienza di tutto il sistema. L’Italia è uno dei beneficiari principali in termini di quote, noi di JEcal siamo pronti a intercettare questo cambiamento, per il nostro bene e per quello della società tutta!

Andrea Pastore, Associato HR

Andrea Pastore, Associato HR